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Fontana di S. Maria in Trastevere
Rione Campo Marzio

Narra una leggenda che nei pressi del luogo in cui sorge la fontana la notte in cui nacque Gesù sarebbe zampillata una fonte d’olio. Questo prodigio indusse i cristiani a chiedere all’imperatore Alessandro Severo (III sec.) il permesso di erigere la prima chiesa dedicata a Roma alla Vergine, in prossimità della quale papa Adriano I, nel 795, fece costruire una fontana, sostituita poi da quella attuale, giunta a noi nella sua forma dopo avere subìto numerosi interventi di restauro nel corso del tempo.
Si ignora la data esatta della costruzione, ma la sua esistenza è documentata nell’iconografia urbana soltanto a partire dalla seconda metà del XV secolo. Il primo restauro di cui si ha notizia è quello affidato, probabilmente al Bramante, sul finire del ‘400 dallo spagnolo Giovanni López, creato cardinale da Alessandro VI Borgia; il simbolo araldico che contraddistingueva i López è ancora presente nelle quattro teste di lupo in cui scorre l’acqua prima di gettarsi nelle conchiglie che la versano nella vasca centrale.
Un problema risolto solo nel 1659 fu quello della scarsa pressione dell’acqua, che la fecero considerare un «vaso asciutto», fin quando non vi fu portata l’Acqua Paola da papa Alessandro VII, che affidò i lavori al Bernini, il quale ne curò pure lo spostamento al centro della piazza. Prima di lui era intervenuto sulla fontana Girolamo Rainaldi, che presumibilmente eseguì opere affidate in origine a Giacomo Della Porta.
Il restauro più significativo, per ciò che attiene all’attuale aspetto, è quello realizzato nel 1694 da Carlo Fontana ispiratosi, in particolare per le conchiglie bivalva, alla Fontana delle Api del Bernini, oggi situata all’angolo di piazza Barberini con via Veneto. L’impronta architettonica di questo restauro risulta solo in parte alterata dall’intervento radicale del 1873, che si risolse nel rifacimento della fontana, effettuato utilizzando marmo bardiglio anziché l’originale travertino romano, ma conservando il modello di fine ‘600, improntato ad un barocco non ancora rifluito nell’aristocratico e mondano rococò. L’ultimo restauro risale al 1930, anno in cui furono portati a compimento lavori di consolidamento.
Secondo la tradizione è questa la più antica delle fontane monumentali di Roma, tanto che la chiesa di Santa Maria in Trastevere era denominata dal popolo Sancta Maria in fontibus. È certamente l’unica situata in un quartiere povero, qual era fino a non molto tempo fa Trastevere. Forse non a caso i lavori a Carlo Fontana furono commissionati da papa Innocenzo XII, Pignatelli, un pugliese educato nel Collegio dei Gesuiti di Roma, che abolì il nepotismo e affermò: «I poveri sono i miei nipoti».

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