SCHEDA FONTANA

Navona. Fontana dei Quattro Fiumi
Piazza Navona

  • Zona: Rione VI Parione
  • Informazioni e curiosità:
    Sta nel centro di Piazza Navona, al posto dove c'era una semplice fontana quadrangolare che serviva da abbeveratoio.
    Innocenzo X, volendo meglio adornare la piazza ed alzarvi un obelisco, diede l'incarico a Borromini di presentare un progetto. Ma non piacque. D'altra parte il Bernini tramava per avere l'incarico lui. Giunse a preparare un bozzetto in argento e a regalarlo alla cognata di Innocenzo X, Donna olimpia Pamphilj, molto influente: il che valse a far pendere la bilancia a suo favore.
    L'obelisco, trovato rotto in 4 pezzi e poi in 5 nel luogo dell'antico Circo Massimo, già dedicato a Domiziano, fu portato con bufali e giunse a piazza Navona alla fine dell'agosto 1648. I geroglifici mancanti furono intagliati a cura di Kircher; più tardi una migliore interpretazione delle scritte fece capire che l'obelisco era proprio destinato a piazza Navona.
    Le statue che costituiscono il resto della fontana sono state eseguite su disegni del Bernini da vari artisti: La statua del Nilo, costretto a coprirsi il capo per nascondere l'origine sua e per non vedere... le porcherie, oppure per il fatto che le sue sorgenti erano ignote, rappresenta l'Africa ed è stato scolpito da Giacomo Antonio Fancelli. La statua del Gange, vecchio coronato che siede armando un grosso remo nella destra, intorno a cui si avvolge un fiero dragone contorto, rappresenta l'Asia ed è stato eseguito da Claudio Poussin, La statua del Rio della Plata, con il muso rincagnato e con l' monete sparse sotto il fianco, rappresenta l'America, la sua primitività e la sua ricchezza. E' opera di Francesco Baratta. La statua del Danubio rappresenta l'Europa. Autore Antonio Raggi lombardo. Il cavallo, dalla parte che guarda la chiesa di S. Agnese, fu scolpito dal Fracchi, come pure il Drago marino che serve anche per lo scolo delle acque. Il cavallo cerca di spiccare un salto e di liberarsi dalla soma. Vi si notano il Tatù, l'armadillo attribuito al Rio della Plata; il leone al Nilo. La statua di S. Agnese che tiene aperta la mano segnando il numero 4 (che fu caricaturato come aumento del prezzo della carne conseguente alle spese occorse). Ed altri animali: un grosso serpente, un drago e piante: una palma, piante di cedri, fichi d'India. La cornucopia dell'abbondanza europea.
    Le 4 statue, alte 5 metri, sostengono e si rivolgono agli stemmi di Innocenzo X. Fu oggetto di ammirazione e di critiche nonchè di satire: famoso il canto popolare: volemo artro che guglie e fontane, volemo pane, pane.
    Il Borromini, nel criticare l'opera, mise in dubbio che l'inaugurazione della fontana con l'immissione dell'acqua potesse avere esito felice, il che preoccupà il Bernini: per capire la ragione Bernini giunge a corteggiare la serva del Borromini, che svelò il segreto: non erano stati previsti gli sfiatatoi.
    Ha dimostrato solidità anche dopo terremoti. Fu oggetto di bersagli da parte di monelli che vi tiravano sassate. Si fu costretti a nominare un custode della fontana.
    Dallo scoglio del Fracchi sporgono 8 abbondanti flussi d'acqua. Il diametro del bacino circolare è di m. 23,69. L'obelisco è alto m. 15,94, lo scoglio m. 13,50.
    Con un gesto pittoresco il Plata sembra voler scongiurare la caduta della Chiesa che gli erge davanti: la chiesa di S. Agnese, opera del Borromini, rivale del Bernini.
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