SCHEDA FONTANA

Mattei. Fontana delle Tartarughe
Piazza Mattei

  • Zona: Rione XI S.Angelo
  • Informazioni e curiosità:
    Quando la Congregazione delle Fonti stila l'elenco di nuove fontane da alimentare con l'Acqua Vergine, la cui progettazione è affidata a Giacomo Della Porta, grande fontaniere della Roma del '600, il nobile Muzio Mattei, appartenente ad una famiglia ducale di origine marchigiana che controlla l'economia della riva sinistra del Tevere, protettrice della comunità ebraica confinata nel vicino ghetto, si accorge, siamo nel 1570, che la piazza dove sorgono i propri palazzi resta esclusa dal progetto.
    Inizia così ad esercitare sulle autorità una pressione che culminerà nella deviazione delle condutture dell'Acqua Vergine fino a «piazza Mattei» e nell'offerta di pavimentare, a spese della famiglia, l'intera piazza e di garantirne sorveglianza e pulizia. Fatto è che, alla fine, non solo viene affidata al fiorentino Taddeo Landini la realizzazione di una fontana, su progetto del Della Porta, da collocare proprio nella piazza di famiglia, ma al termine dei lavori, nel 1584, questa fontana, seppure ornamentale e non monumentale, risulta la più ricca, sotto il profilo scultoreo, tra quelle dellaportiane.
    Il progetto originario prevedeva che i quattro efebi, ideati in marmo ma poi realizzati in bronzo, avrebbero dovuto sospingere dei delfini nel superiore bacino di marmo africano; i delfini, a causa di difficoltà tecniche insorte al momento della loro installazione, finirono però per essere collocati nella Fontana della Terrina, che oggi è situata in piazza della Chiesa Nuova.
    Al posto dei delfini, in occasione di un restauro voluto nel 1658 da papa Alessandro VII, Chigi, il Bernini (per altri fu Andrea Sacchi) aggiunse le tartarughe di bronzo che danno il nome alla fontana, sospinte dagli efebi ad abbeverarsi verso il bordo del bacino, nel quale si raccoglie l'acqua dello zampillo, che ricade poi nella vasca sottostante.
    Le tartarughe sono state oggetto di diversi furti nel corso dei secoli. Nel 1944 fu uno straccivendolo a ritrovarle ed a consegnarle al Comune; a seguito di un ennesimo furto perpetrato nel 1981, quattro copie hanno sostituito i tre originali residui, conservati ora nei Musei Capitolini.
    Una leggenda popolare vuole che il duca Mattei, per ristabilire di fronte al futuro suocero ed alla promessa sposa il prestigio compromesso dai debiti di gioco, li fece affacciare alla finestra del palazzo per ammirare la fontana, fatta realizzare in una sola notte; li stupì a tal punto da riuscire a concludere il matrimonio, che altrimenti sarebbe sfumato. Perché si conservasse memoria dell'accaduto, avrebbe fatto murare la finestra, che ancora oggi caratterizza la facciata del palazzo. Peccato che il racconto, anche al di là dell'iperbole della costruzione in una sola notte, non abbia basi reali: l'edificio, infatti, fu costruito diversi anni dopo l'installazione della fontana.
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