SCHEDA FONTANA

Garibaldi. Mostra dell'Acqua Paola
Via Garibaldi

  • Zona: Rione XIII Trastevere
  • Informazioni e curiosità:
    La Fontana di Trevi è la mostra dell'Acqua Vergine; la Fontana delle Naiadi è la mostra dell'Acqua Marcia; la mostra dell'Acqua Paola, proveniente dal lago di Bracciano a seguito del ripristino dell'acquedotto traianeo, è il Fontanone del Gianicolo, voluto da papa Paolo V, Borghese, e realizzato tra il 1610 ed il 1614. Nella sua costruzione furono utilizzati marmi sottratti al Foro, mentre le sei colonne ioniche provengono dall'antica basilica di San Pietro. L'aquila e il drago scolpiti nel timpano sono i simboli araldici dei Borghese.
    La realizzazione del monumento fu affidata al ticinese Giovanni Fontana, progettista di Palazzo Giustiniani, oggi utilizzato dal Senato, e fratello del più noto Domenico, cui Roma deve il Palazzo del Laterano e l'innalzamento degli obelischi in Piazza San Pietro, Piazza del Popolo, Piazza Santa Maria Maggiore e Piazza San Giovanni in Laterano.
    Inizialmente l'acqua si riversava in cinque piccole conche, sostituite nel 1690 per volere di papa Alessandro VIII, Ottoboni, dalla grande vasca di marmo bianco che ancora oggi si ammira; nello stesso anno fu creato davanti alla fontana l'attuale piazzale.
    Il Gianicolo è sempre stato considerato importante per la difesa di Roma, proprio perché posto in alto fuori del pomerio, il confine sacro dell'Urbe, così da essere una postazione idonea a garantirne la sicurezza. Su questa collina, nel Casino Savorelli, proprio accanto al Fontanone, nel 1849 Garibaldi, impegnato nella difesa contro le truppe francesi chiamate in soccorso da Pio IX contro la neonata repubblica romana, pose il suo quartier generale; i repubblicani, dopo due mesi di scontri sanguinosi, si rassegnarono alla resa, che mise fine al triumvirato di Mazzini, Armellini e Saffi. Si narra che durante l'assedio le truppe francesi avrebbero interrotto il flusso idrico verso la città e che nelle ore calde si riparassero dal sole cocente sdraiandosi nella grande vasca del Fontanone, all'ombra della loggia retrostante. Oudinot, il generale francese, venuto però a conoscenza dell'intenzione dei repubblicani di risalire le condutture prosciugate per avvicinarsi a lui, diede l'ordine immediato di riaprirle senza preavviso; l'acqua sgorgò nuovamente dalla fontana, inzuppando gli zuavi che dormivano nella vasca.
    Accanto al Fontanone, tra i garibaldini immolatisi per la repubblica romana, è sepolto anche il genovese Goffredo Mameli dei Mannelli, autore delle parole dell'inno nazionale, morto per le conseguenze di una ferita accidentale a soli 22 anni.
    L'inaugurazione del Fontanone da parte di Paolo V suggerì a Pasquino questi versi: «Il miracolo è fatto, o Padre Santo / con l'acqua vostra, che vi piace tanto; / ma sarebbe il portento assai più lieto / se l'acqua la cangiaste in vin d'Orvieto».
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