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Le fontanelle di Pietro Lombardi
SPQR

Oltre alle fontane monumentali e a quelle ornamentali, a Roma sono installate circa 2.500 «fontanelle», a volte semplici becchi da cui sgorga l’acqua ed alle quali è possibile abbeverarsi. Sono famose le fontane cilindriche di metallo dette «nasoni», per via del tubo di acciaio ricurvo da cui sgorga l’acqua,. sul modello di quelle volute dal primo sindaco di Roma capitale d’Italia, il nobile e garibaldino Luigi Pianciani, che volle dotare di fonti pubbliche d’acqua potabile le nuove zone periferiche della città.
A metà strada tra le fontane ornamentali ed i «nasoni» si possono collocare le fontanelle rionali che, in epoca fascista, il primo governatore di Roma, Filippo Cremonesi, commissionò all’architetto romano Pietro Lombardi, già collaboratore di Marcello Piacentini, che aveva vinto il concorso per la realizzazione della Fontana delle Anfore, realizzata in travertino e collocata nella piazza dell’Emporio a Testaccio, sul piccolo colle sorto dall’accumulo nel corso dei secoli delle anfore rotte provenienti dal porto fluviale di Ripa Grande. La realizzazione delle fontanelle gli fu assegnata con il vincolo di ambientare ciascuna di esse nello specifico contesto rionale, richiamando la caratteristica della zona o gli stemmi dei rioni. Ne sono state realizzate otto, nell’arco temporale compreso tra il 1926 ed il 1929. Oltre alla citata Fontana delle Anfore, la Fontana dei Libri, nella via degli Staderari, sede originaria dell’Università La Sapienza, caratterizzata da due coppie di libri poste ai lati di una testa di cervo, simbolo del rione, dalle quali pendono due segnalibri da cui sgorga l’acqua; la Fontana della Botte, collocata in via della Cisterna, luogo rinomato per le sue osterie, in cui l’acqua sgorga da una botte di vino e si versa in un catino da mosto, affiancato da due misure di vino da un litro; la Fontana delle Tiare, situata tra il colonnato di piazza San Pietro ed il Passetto di Borgo, con le sue tre chiavi papali sormontate da altrettante tiare pontificie; la Fontana della Pigna, posta di fronte alla basilica di San Marco, vicino al Vittoriano di piazza Venezia, nella quale due corolle di tulipani sostengono la pigna, che simboleggia il nome stesso del rione; la Fontana delle Palle di Cannone, situata in via di Porta Castello, nelle vicinanze della fortezza militare di Castel Sant’Angelo, in cui l’acqua sgorga da una mascherone posto al centro di una piramide di proiettili; la Fontana dei Monti in via di San Vito, che riproduce lo stemma rionale ispirato ai tre colli originariamente compresi nel rione (Esquilino, Viminale e Celio); la Fontana delle Arti di via Margutta, in cui è raffigurato un secchio di pennelli, con riferimento alle botteghe di artisti che sorgono nella zona; la Fontana del Timone, a ridosso del complesso del San Michele, sulle sponde del Tevere di fronte all’antico porto di Ripa Grande, in cui sono raffigurati la barra ed il timone.

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