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Le fontane di Giacomo della Porta
SPQR

Si racconta che Ottorino Respighi cercasse ispirazione per le composizioni sulle fontane di Roma nelle soste notturne presso la Fontana dei Catecumeni, che prende il nome dal vicino «collegio dei neofiti» ed è installata di fianco alla chiesa di S. Maria dei Monti, che sorge non lontano dalla via Cavour e fu progettata nel 1580 da Giacomo Della Porta, cui papa Sisto V, Peretti, otto anni dopo commissionò anche la fontana. Nello stesso anno fu realizzata dallo stesso architetto l’elegante piccola fontana di piazza Campitelli, decorata con gli stemmi delle quattro famiglie più in vista nel rione, che finanziarono i lavori.
Il Della Porta apparteneva ad una famiglia di scultori ticinesi, come ticinese era la famiglia di Giovanni Fontana, che pochi anni dopo progetterà il Fontanone del Gianicolo. Fu allievo del Vignola, l’architetto capo della Basilica di San Pietro e progettista della Chiesa del Gesù, ed a lui fu affidata la realizzazione di diverse fontane, la più nota delle quali, anche per la sua posizione, è quella dell’Aracoeli, eseguita nel 1589 e situata alle pendici del Campidoglio.
Il Della Porta era stato scelto da papa Gregorio XIII, Boncompagni, nel 1572 per progettare la Fontana del Trullo, originariamente posta in piazza del Popolo, che allora si chiamava appunto piazza del Trullo, e spostata dal Valadier nel 1823 in piazza Nicosia. Lo stesso pontefice affidò al Della Porta anche la costruzione di una fontana per Campo de’ Fiori; chiamata dai romani «la Terrina», a motivo della forma che ricorda una zuppiera; questa fontana, dopo la disintegrazione dello Stato Pontificio, fu sradicata dal Campo per fare posto alla statua in onore di Giordano Bruno e solo nel 1934 venne installata in piazza della Chiesa Nuova.
Vicino al Teatro Marcello era posta la fontana che, spostata poi nel Giardino degli Aranci all’Aventino, finì per essere collocata nel 1972 dove ora si trova, nella piazza San Simeone, di fronte al Palazzo Lancellotti ai Coronari. Sul muro di cinta del Giardino degli Aranci, nella piazza dedicata a Pietro d’Illiria, che fece costruire la basilica di Santa Sabina, nel 1936 fu collocata invece la Fontana del Mascherone, originariamente installata al Foro Romano, nel ‘500 adibito a pascolo delle vacche. La fontana, che si componeva di una vasca di granito rinvenuta nei pressi dell’arco di Settimio Severo, fu smembrata agli inizi dell’800 per trasferire la bella vasca ai piedi dei Dioscuri nel piazzale antistante il Quirinale. Il mascherone fu addossato ad un muro al porto leonino alla Lungara, facendo versare l’acqua in un semplice abbeveratoio; quando poi furono innalzati i muraglioni per arginare il Tevere, la fontana venne smontata e depositata nel magazzini comunali, da dove fu recuperata per la sistemazione attuale.
Bisognosa di restauro sarebbe la fontana che sta nella piazza delle Cinque Scole (le originarie cinque sinagoghe), posta all’inizio nella vicina piazza Giudea, presso la chiesa di Santa Maria del Pianto, e denominata perciò Fontana del Pianto; fu ricostruita nel 1930 dove ora si trova, di fronte al Palazzo Cenci, in pieno ghetto ebraico. Papa Gregorio XIII la volle affinché «anche gli Ebrei avessero refrigerio dell’acqua e abbellimento».

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